2006 un anno da ricordare:
Dido’s Day

“Per tutto c’è un momento, e il tempo per ogni azione, sotto il sole. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per seminare e un tempo per raccogliere, un tempo per parlare e un tempo per tacere..” (ecclesiaste 3-11)

Potrei aggiungere alle parole del Profeta, che c’è un tempo per scrivere e un tempo per smetterla. Però, chissà, ora che ho chiuso la parte più importante della mia vita e risiedo un periodo dell’anno a Seattle, la mia Shangri-la, e l’altro periodo in Italia, la mia patria, potrebbe tornarmi la voglia di ricominciare………Mi è parso opportuno, dopo tanti anni di silenzio, salutare gli amici lettori ringraziarli per l’affetto dimostratomi in tanti anni…….Cosa fa l’Eternauta in America?………Qui dove è facile vivere in sintonia con la natura, si può pensare e ceracre di capire se, come diceva Malroux, si è riusciti a fare la cosa migliore che può fare un uomo: compiere il maggior numero di esperienze e trasformarle in coscienza…Ancora un saluto dall’Eternauta, e chissà, arrivederci.

Dido Guerrieri

(..da “IL TACCUINO”)

Immagini della Giornata Storica

Dido Guerrieri
Parlare di Dido Guerrieri è come aprire un album di ricordi e sfogliare pagine ricche di fotografie non ancora sbiadite, dove si racconta la pallacanestro a Torino. Questo signore, dal viso austero e tendenzialmente minaccioso, è stato l’ultimo grande allenatore di basket a Torino quando Torino era nella pallacanestro importante.Tre semifinali scudetto, le ultime mitiche sfide con Milano, memorabili partite nel PalaRuffini stracolmo di pubblico festante e appassionato, di famiglie di tifosi, che anche se si usciva ogni volta sconfitti, ci si sentiva parte del basket che contava. Dido Guerrieri portò l’allegria della sua pallacanestro (dalla prima pagina)………e la concretezza togliendo quel velo di provincialismo che né Gamba né Asti furono capaci di superare. Certo Gianni Asti fu il primo a portare Torino nel basket di vertice ma fu Dido a rendere stabile la posizione, a meritare il rispetto dell’Italia cestistica, a far dire a Dan Peterson: “La squadra di Dido è quella che gioca il basket più spettacolare e piacevole di tutta la serie A”. Guerrieri si innamorò di Torino, lui uomo di cultura e di sapienza, dei suoi monumenti e delle sue piazze, e fu riamato e stimato da tutti.Quando la pallacanestro nella nostra città lentamente sprofondò nelle serie minori, Guerrieri venne ancora una volta a tentare l’impossibile, a cercare di arrestare il declino, mail compito era veramente proibitivo e non ci riuscì.Ora Dido vive gran parte del suo tempo negli Usa ma non si è dimenticato di Torino; ovviamente in un angolo del nostro cuore lui c’è e ci sarà sempre, così il 17 e 18 giugno sarà di nuovo nella nostra città, al Parco Ruffini a salutare i suoi vecchi giocatori e i tanti amici e tutti quei nostalgici della pallacanestro che non l’hanno dimenticato. Nel corso della V edizione del Trofeo Torino Basket Over – “Amici di Franco” e circondato dai tanti bambini del Trofeo Topolino che in quel periodo si svolge al Ruffini, lui sarà con noi, con la sua aria scanzonata e la sua statura di grande coach e di grande uomo…
e noi ci saremo per testimoniare un semplice grazie.

Lo staff degli “Amici di Franco e Billo

Chi era
Giuseppe “Dido” Guerrieri nasce a Civitavecchia il 21 maggio 1931, coniugato nel 1956 con Fosca Spazzoli, ha due figli: Chiara, fisioterapista residente a Seattle, e Luca, laurerato alla Bocconi e attualmente brand manager in una multinazionale.
Dopo aver conseguito la maturità classica nel 1950 presso il Liceo Giulio Cesare di Roma, per due anni frequenta la facoltà di medicina nella capitale ed in seguito dirotta verso l’ISEF dove si diplomerà nel luglio del 1955. Insegnerà a Forlì per poi trasferirsi a Milano e a Roma, distaccato presso il C.O.N.I.. Come insegnante è in pensione” dal 1975.
Inizia la camera di allenatore a Forlì nel 1959 alla Libertas Forlì (Serie C), portandola, nell’arco di cinque anni, fino alla Serie A. Dopo un paio di anni di esperienza nei campionati minori a Rimini e a Vigevano, ed una stagione come assistente di Cesare Rubini al Simmenthal Milano, dal 1969 al giugno 1973 lavora presso il settore squadre nazionali come aiuto istruttore federale, allenando le squadre cadetti (Medaglia d’Oro agli Europei di Nocera del 1969) e juniores (Medaglia d’Argento agli Europei di Zara del 1972).
Rientra nella massima serie nel 1974 all’Alco Bologna e, alla fine della stagione si trasferisce a Milano, dove rimarrà quattro anni alla guida della seconda squadra milanese. Nel 1979 è a Udine in Serie A2, nel 1980 a Venezia, ancora in A2, e dopo un anno di inattività, allena per altre due stagioni inA2 a Vigevano. Nella seconda stagione vigevanese (1983) viene nominato dai colleghi “Allenatore dell’Anno”.
Nel 1984 si trasferisce alla Bertoni Torino; sotto la Mole negli anni più significativi per il basket torinese conquista nel 1986 il secondo titolo di “Allenatore dell’Anno”.
Dopo l’esperienza torinese, nel 1987 e 88 è a Roma per allenare il Banco di Roma; nel 1989 ritorna in A2 a Desio e, con l’Irge, conquista la promozione in Serie A1.
Nel 1990 è di nuovo a Torino alla Ipifim, con la quale conquista un’altra promozione in A1. L’anno successivo, il 7 gennaio, durante una partita a Reggio Emilia, è colpito da emorragia cerebrale e per due stagioni (1992 e 1993) rimane inattivo. Nel 1994 rientra in serie A2 per disputare due stagioni consecutive alla guida della Francorosso Torino. Chiude la sua lunga carriera di coach in Serie B1 all’Auxilium Torino con un significativo record in serie A di 311 partite vinte e 288 perse ed un record totale di 527 partite vinte e 365 perse.
E’ stato anche preparatore atletico della Nazionale Olimpica di Tokyo nel 1964 e della Nazionale Juniores nel 1966.
Nel 1984 e 1985 è stato allenatore della rappresentativa “All Star Game” a Treviso e a Firenze e per la Federazione Italiana Pallacanestro ha ricoperto l’incarico di relatore in numerosi clinic in Italia e all’estero, direttore ed istruttore di molti corsi per allenatori, oltre ad aver tradotto numerosi testi tecnici statunitensi.
Dal 1990 è allenatore benemerito.
Come “giornalista” può vantare un migliaio di articoli di argomento cesistico sui settimanali “II Basket” e “SuperBasket” e sui quotidiani “La Gazzetta dello Sport”, “L’Unità” e “II Corriere dello Sport-Stadio”.

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