Un coach come padre: Sandro Gamba a Torino al cinema lux il 14 febbraio 2023.

La storia di Sandro Gamba diventa un film con la regia di Massimiliano Finazzer Flory,

Coach Gamba è stato uno dei protagonisti di BasketOver nel 2011 in occasione dei festeggiamenti del 150° anniversario dell’unità d’Italia. Nell’ambito delle manifestazioni di Esperienza italia 150, con un vasto panorama in programma fitto di mostre, eventi, manifestazione sportive, spettacoli concerti ed altro. Al palazzetto dello Sport di Torino (allora parco Ruffini oggi intitolato a Gianni Asti) lo staff di BasketOver organizzò un evento per festeggiare i 10 anni dell’associazione. Nella giornata del 18 giugno 2011 convocò i nazionali, uomini e donne passati da Torino, che hanno indossato la maglia azzurra in nazionale, per festeggiare non solo Il basket passato da Torino ma proprio Coach Sandro Gamba.

Le foto della manifestazione del 2011

Bentornato!

Nell’occasione anche una pubblicazione dell’evento. scarica in pdf

A seguire fonte mymovies e trailer

Un coach come padre è un film con al centro un’autentica storia italiana degna di quella epica americana, ispirata dal basket. C’è un’Italia che giocherà per sempre. La storia di Sandro Gamba diventa un film. Non solo un coach ma un padre per molte generazioni. Un docufilm scritto e diretto dal regista e attore Massimiliano Finazzer Flory, in collaborazione con la FIP, che rimette in campo la Hall of Fame italiana: Gamba ma anche Cesare Rubini e Dino Meneghin.

Un coach come padre ha due versioni (cortometraggio di 24 minuti) e un docufilm di 53 minuti. Al docufilm è stato assegnato il primo premio, il prestigioso riconoscimento, “Guirlande d’Honneur” della 40esima edizione dello “SPORT MOVIES & TV – Milano International FICTS Fest”, Festival organizzato dalla FICTS – Fédération Internationale Cinéma Télévision Sportifs riconosciuta dal CIO (Comitato Internazionale Olimpico) la Finale del Campionato Mondiale della Televisione, del Cinema, della Cultura e della Comunicazione sportiva. 

Il docufilm di 53 minuti celebra la lunga carriera di Sandro Gamba, ex cestista e noto allenatore fra i grandi protagonisti del Basket italiano, attraverso una storia appassionante, che racconta i valori fondanti dello Sport come il rispetto insieme al lavoro di squadra consentiranno al protagonista di andare oltre i propri limiti, vincendo la sfida più grande: quella con le proprie paure.

Il film è una lettera aperta ai giovani per insegnare loro il racconto di una storia, quella di Gamba, tesa tra la guerra e le vittorie, tra ricordi ed emozioni di vita vissuta davvero.

Nel film si tengono insieme immagini suggestive del passato, successi indimenticabili ma anche l’incontro della leggenda Gamba con i ragazzi sul playground, una sorta di lettera aperta sui valori etici nello sport.

“Un coach come padre” – commenta il regista Massimiliano Finazzer Flory – va letto anche come “Un padre come coach” ovvero abbiamo bisogno di recuperare autorità, bisogno di modelli, di rigore da amare, in altri termini questo è un film sul rispetto valore del futuro. Il basket poi è epico perché è un’impresa che vive sulla sfida sul successo attraverso una lotta con il tempo e contro il tempo” perché prosegue Finazzer Flory “il cinema ha restituito allo Sport quella dimensione epica che avevamo perso. Una fame di vittoria sconosciuta, che sa ancora guardare alle leggende e all’eredità dei fondatori. Questo film con il basket aggiunge un’idea di Italia commovente, che ha fatto propria una storia americana: quella dei Coach che educano alla gloria”.

Il film è stato girato a Milano, Varese, Cantù, Torino, Trieste e Bologna con campioni quali: Sandro Gamba (protagonista), Dino Meneghin, Dan Peterson, Rosi Bozzolo, Renato Villalta, Meo Sacchetti, Pier Luigi Marzorati, Carlo Caglieris, Giorgio Rubini (nipote di Cesare Rubini), Enrico Gilardi, Renato Villalta.

Sinossi
Un bambino di 12 anni. È il 1945. Il 25 aprile. Il bambino attraversa la strada, siamo a Milano in via Washington a pochi passi da casa sua. Partigiani e fascisti si stanno sparando. La mano del bambino, colpita. Maciullata.
Inizia il recupero. Per i medici sembra spacciata. Il bambino fa esercizi prima con una pallina da tennis, poi grazie agli ufficiali americani prova la riabilitazione con un pallone da basket.
Quella mano ferita diventa felice. La sofferenza della guerra lascerà spazio al successo nello sport.
Da qui si dipana il film tra luce calda e bianco nero vintage. É la vicenda di un uomo di 90 anni che racconta la sua vita su un playground della periferia milanese in mezzo a ragazzi bianchi, neri, cinesi, tutti uniti dalla loro passione

articolo corriere di Paolo Coccorese

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